Analisi multivariata

Sin ora ci si è occupati di indagini statistiche che riguardavano un solo carattere, infatti, per ciascuna unità statistica si è osservato un solo carattere, si è quindi ricavata una modalità per ogni unità. Normalmente però viene chiesto alla statistica di sintetizzare molteplici osservazioni operate su ciascuna unità, ad esempio, parlando di una indagine sulle famiglie italiane, si vorrà sapere il loro reddito, il numero di componenti, quanti dei componenti sono genitori e quanti figli, il numero di automobili possedute, il numero di stanze della casa che abitano ecc. ecc. Si parlerà in questo caso di analisi multivariata.

Analisi bivariata

Il caso più semplice di analisi multivariata è ovviamente quella bivariata, ovvero quella che si occupa di analizzare soltanto due caratteri. Osservando due caratteri, che chiameremo genericamente X ed Y, si rileveranno due modalità per ciascuna unità statistica. Le distribuzioni di frequenze ottenute saranno quindi bidimensionali e non monodimensionali come nel caso di indagini che riguardano un solo carattere.

Esempio: ad un gruppo di studenti delle scuole superiori si è chiesto quanti telefoni cellulari avessero acquistato negli ultimi tre anni (xi) ed anche la loro età (yj). Quindi:

carattere X = numero di telefoni cellulari acquistati negli ultimi tre anni.

carattere Y = età.

Le osservazioni sono state le seguenti:

studentexy
studente 01117
studente 02117
studente 03014
studente 04214
studente 05218
studente 06117
studente 07116
studente 08018
studente 09217
studente 10019
studente 11116
studente 12219
studente 13218
studente 14118
studente 15115
studente 16114
studente 17214
studente 18115
studente 19118
studente 20216
studente 21017
studente 22114
studente 23215
studente 24217
studente 25114
studente 26217
studente 27119
studente 28119
studente 29115
studente 30019

Tabella a doppia entrata

Per la rappresentazione tabulare di distribuzioni bidimensionali, si utilizza una tabella a doppia entrata ove si indicheranno in ciascuna cella le frequenze congiunte, cioè quelle che realizzano contemporaneamente sia la modalità xi di quella riga, sia la yj di quella colonna. Queste tabelle si dicono:

  • tabelle di contingenza, nel caso che almeno uno dei due caratteri sia di natura qualitativa.
  • tabelle di correlazione, nel caso che i caratteri siano di natura quantitativa.

Continuando l'esempio precedente avremo:

x\y141516171819
0100112
1332322
2211321

Frequenze congiunte

Come detto, le frequenze indicate sono quelle che realizzano al contempo entrambe le modalità xi ed yj. Ad esempio, con la frequenza congiunta 3 (in grassetto), si intende che sono 3 gli studenti che soddisfano al contempo sia la modalità x2, sia y4, ovvero 3 studenti diciassettenni hanno acquistato un telefono cellulare negli ultimi tre anni.

x\y141516171819
0100112
1332322
2211321

Si noti che disporre le modalità xi ed yj in riga o in colonna è indifferente:

y\x012
14132
15031
16021
17133
18122
19221

Frequenze marginali

Aggiungendo una riga ed una colonna dove calcolare i rispettivi totali di colonna e di riga, si ottengono le cosiddette frequenze marginali:

x\y141516171819 Σ xi
01001125
133232215
221132110
Σ yj643 75530

La frequenza marginale 4 (in grassetto) indica che sono 4 il totale di studenti quindicenni; la 15 indica che è 15 il numero di studenti che hanno acquistato un telefono cellulare negli ultimi 3 anni e la 30 indica che sono 30 il numero totale di studenti dell'universo (o campione). Si noti che il numero di unità statistiche coinvolte dall'indagine n=30, si ricava sia come somma delle frequenze marginali xi (5+15+10=30), sia come somma delle frequenze marginali yj (6+4+3+7+5+5=30): indipendentemente dal criterio di raggruppamento (per età o per numero di cellulari acquistati), gli studenti totali sono comunque 30.

Considerando il carattere X, quindi le rispettive modalità e frequenze marginali, si ottiene una distribuzione monodimensionale:

xf
05
115
210

Lo stesso dicasi considerando il carattere Y:

yf
146
154
163
177
185
195

Si può cioè considerare una distribuzione bivariata anche come due separate distribuzioni monodimensionali. Per queste è possibile calcolare le medie e gli indici di variabilità già visti.